giovedì 28 agosto 2008

Wilma Maria: «Voglio dire grazie, grazie a tutti»

Parole semplici e piene di dignità pronunciate sin dal primo momento dalla turista olandese violentata ed - insieme al marito -, aggredita brutalmente.
Niente punizioni in diretta tv, niente vendetta, niente evocazioni giustizialiste e/o persecutorie. Men che meno la presenza di pseudo-cronisti in cerca di scoop, con domande del tipo: "come si sente, ora?"
I ringraziamenti sono diretti al dottor Andrea Levi Dellavida, il primario che la sta curando, ai carabinieri che hanno arrestato i delinquenti e a tutti coloro che sono loro vicini con fiori, email e solidarietà.
La fiducia nel prossimo non è stata intaccata.
Sinceramente, trovo che sia un esempio di quella umanità in positivo, che è sempre più raro trovare nei media e nei giornali. Troppo spesso si registra un forte squilibrio tra eventi delittuosi e fatti concreti e positivi, a discapito di questi ultimi.
La società è tutta brutta, sporca e cattiva?
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Ma Wilma Maria vuole guardare avanti e il suo dolore se lo porta dentro, con dignità estrema. Suo marito l'aveva già fatto il primo giorno, ora è lei a rivolgere parole di calda riconoscenza per i
medici che l'hanno curata e i carabinieri che in poche ore hanno arrestato i responsabili del massacro. «Voglio dire grazie, grazie a tutti», ripete.

Anche ieri, l'ambasciata olandese ha fatto sentire comunque la sua premurosa presenza: il capo della sezione politica, Joost Reintjes, è tornato in ospedale per sincerarsi delle condizioni dei coniugi di Waalre. Paul e Wilma dall'inizio sono stati chiari: massimo rispetto per il lavoro dei cronisti, ma niente interviste, niente telecamere. Così, davanti alla loro stanza, di ora in ora si fa sempre più stretta la sorveglianza delle guardie private dell'ospedale, degli infermieri e dei carabinieri, che con grande gentilezza cacciano via gli intrusi.

continua >>> l'articolo pubblicato su Corriere.it
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cheyenne

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