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lunedì 30 giugno 2008

"ero straniero e mi avete accolto .."

Gesù si identifica nel volto bisognoso del prossimo: «Chi accoglie uno di questi piccoli nel mio nome, accoglie me» (Mt 18,5) e «ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40.45). Poi si precisa nei dettagli: «Poiché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35)
«quello che avete fatto per uno di questi ultimi, lo avete fatto per me..»
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le parole di un grande servitore della Chiesa, nonchè figlio della Puglia:
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non abbiate paura dell'immigrato, del diverso. Le diverse culture sono fonte di arricchimento, anche noi italiani siamo stati emigranti in terre straniere, con la "valigia di cartone"....
Australia, Canada, Stati Uniti, Germania, Francia e tante altre nazioni che sarebbe lungo elencare, sono state e sono - ancora oggi - "Terre d'accoglienza" per gli Italiani, quanti "cognomi italiani" troviamo tra
ricercatori e studiosi che riescono a "sfondare" solo all'estero?
cheyenne

venerdì 13 giugno 2008

Don Tonino Bello

[...]"Voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l'anima

in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso

l'Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama

multirazziale, multiculturale, multietnica e multireligiosa, non riesce

a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità.
So bene che il problema dell'immigrazione richiede molta avvedutezza e

merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico

altruismo. Capisco anche che "le buone ragioni" dei miei concittadini

che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del

loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrapensiero il fatto che si

stentito a capire "le buone ragioni" dei poveri allo sbando e che, in

questo esodo biblico, non si riesca ancora a scorgere l'inquetante

malessere di un mondo oppresso dall'ingiustizia e dalla misera [...]
(è necessario) vincere gli istinti xenofobi che ci dormono dentro, che

si ammantano di ragioni patriottiche. Che scatenano, all'interno delle

nostre raffinatissime città, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto,

di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano le

Istituzioni, con martellante coralità, rigorosi provvedimenti di forza.

Siamo vittime di una insoppartabile prudenza e scorgiamo sempre

angoscianti minacce dietro l'angolo. Perchè lo straniero mette in crisi

sostanzialmente due cose: la nostra sicurezza e la nostra identità"


fonte: A. Bello - Ad Abramo e la sua discendenza - ed. La Meridiana -

Molfetta - pag 157 - 1992
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quanto sono attuali le tue parole, caro Don Tonino ... come piaceva che ti si chiamasse ... semplicemente .....
cheyenne