L'italiano
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Albert Einstein: "Conosco una sola razza, quella umana"
cheyenne
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venerdì 26 settembre 2008
martedì 19 agosto 2008
Claudio Baglioni
Da "Questo piccolo grande amore" sino al prossimo appuntamento di O’Scia’
Lampedusa, 27 settembre 2008
Lampedusa, 27 settembre 2008
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Albert Einstein: "Conosco una sola razza, quella umana"
cheyenne
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giovedì 14 agosto 2008
domenica 27 luglio 2008
domenica 6 luglio 2008
La "Pizzica" e la "Taranta"
Ovvero, come ritrovare le proprie radici.
Canta e balla che ti passa: la musica non risolve i problemi ma aiuta le persone a solidarizzare, uscendo dall'indifferenza e dall'egoismo.
LA NOTTE DELLA TARANTA
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IL TARANTISMO E LA MUSICA NEL SALENTO
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PIZZICA TARANTATA
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Canta e balla che ti passa: la musica non risolve i problemi ma aiuta le persone a solidarizzare, uscendo dall'indifferenza e dall'egoismo.
LA NOTTE DELLA TARANTA
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IL TARANTISMO E LA MUSICA NEL SALENTO
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PIZZICA TARANTATA
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cheyenne
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sabato 5 luglio 2008
Ligabue
Il centro del mondo
aggiornamento:
Ligabue: l'Italia sembra un paese in affitto
[...]Ad emozionare più di tutto certamente l'esecuzione di Ho ancora la forza, scritta per lo "zio Guccini" e il gran finale sulle note di Buonanotte all'Italia, accompagnata dalle immagini che hanno reso il nostro paese celebre nel mondo. Berlinguer, Moro, la strage di Bologna, il premio Oscar a Benigni e tanto altro ancora per ricordare agli italiani che il nostro paese non è di chi lo governa, ma di chi lo abita. Qualche lacrima, tanti abbracci e le luci di San Siro si riaccendono[...]
continua >>> l'articolo di Marta Battioni pubblicato su Nova100 del Sole 24 Ore
cheyenne
aggiornamento:
Ligabue: l'Italia sembra un paese in affitto
[...]Ad emozionare più di tutto certamente l'esecuzione di Ho ancora la forza, scritta per lo "zio Guccini" e il gran finale sulle note di Buonanotte all'Italia, accompagnata dalle immagini che hanno reso il nostro paese celebre nel mondo. Berlinguer, Moro, la strage di Bologna, il premio Oscar a Benigni e tanto altro ancora per ricordare agli italiani che il nostro paese non è di chi lo governa, ma di chi lo abita. Qualche lacrima, tanti abbracci e le luci di San Siro si riaccendono[...]
continua >>> l'articolo di Marta Battioni pubblicato su Nova100 del Sole 24 Ore
cheyenne
venerdì 4 luglio 2008
giovedì 3 luglio 2008
Caparezza - Vieni a ballare in Puglia
Caparezza - Vieni a ballare in Puglia
I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti
Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte.
I treni vanno a ballare nei musei a pagamento
E tu, dove vai a ballare?
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru,
perché può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico
Attento, tu passi il valico
ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare Adriatico e Ionio,
vuoi respirare lo iodio
ma qui nel golfo
c’è puzza di zolfo,
che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA,
qua ti vengono pois più rossi di Milva
e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la moria più buona:
c’è chi ha fumato veleni all’ENI,
chi ha lavorato ed è andato in coma;
fuma persino il Gargano,
con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti,
io conto i defunti di questo Paese,
dove quei furbi che fanno le imprese,
no, non badano a spese;
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù
È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica:
ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia,
in quella bolgia si accoppa chi sgobba;
e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori,
dove la mafia schiavizza i lavoratori,
e se ti ribelli vai fuori
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati
e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati.
Mortificàti, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via.
E subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te
***
cheyenne
I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti
Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte.
I treni vanno a ballare nei musei a pagamento
E tu, dove vai a ballare?
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru,
perché può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico
Attento, tu passi il valico
ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare Adriatico e Ionio,
vuoi respirare lo iodio
ma qui nel golfo
c’è puzza di zolfo,
che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA,
qua ti vengono pois più rossi di Milva
e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la moria più buona:
c’è chi ha fumato veleni all’ENI,
chi ha lavorato ed è andato in coma;
fuma persino il Gargano,
con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti,
io conto i defunti di questo Paese,
dove quei furbi che fanno le imprese,
no, non badano a spese;
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù
È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica:
ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia,
in quella bolgia si accoppa chi sgobba;
e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori,
dove la mafia schiavizza i lavoratori,
e se ti ribelli vai fuori
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati
e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati.
Mortificàti, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via.
E subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te
***
cheyenne
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venerdì 27 giugno 2008
Fred Buscaglione
L'uomo, l'artista, il cantautore delle balere, che ha fatto la storia del jazz in Italia
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sabato 21 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
martedì 10 giugno 2008
lunedì 9 giugno 2008
Fabrizio Moro: Pensa
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
SemplicementePensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato ...
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa
cheyenne
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lunedì 2 giugno 2008
TRICARICO: Vita tranquilla
Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos'è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L'ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… no non dovrei...
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos'è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L'ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd'è sconfinata
Io dovrei… no non dovrei...
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domenica 1 giugno 2008
Eugenio Bennato: Grande Sud
C’è una musica in quel treno
che si muove e va lontano
musica di terza classe
in partenza per Milano
c’è una musica che batte
come batte forte il cuore
di chi parte contadino
ed arriverà terrone.
C’è una musica in quel sole
che negli occhi ancora brucia
nell’orgoglio dei braccianti
figli della Magna Grecia
in quel sogno di emigranti
grande come è grande il mare
che si porta i bastimenti
per le Americhe lontane
(E chi parte oggi pe’ turnare crai
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
e si porta il suo dialetto.
(None none none none
Lieva la capa da lu sole
Ca t’abbruciarrai lu viso
Perdarrai lu tuo colore
None none none none
Piglia lu libro e va alla scola
Quando te ‘mpari a legge e a scrive
Tanto te ‘mpari a fa l’amore)
C’è una musica nei sogni
di chi dorme alle stazioni
negli antichi sentimenti
delle nuove emigrazioni
c’è una musica nel viaggio
dalla terra di nessuno
di chi porta nel futuro
i tamburi del villaggio.
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
col suo ritmo maledetto
E sarà quel racconto
E sarà quella canzone
Che ha a che fare coi briganti
E coi santi in processione
Che ha a che fare coi perdenti
Della civiltà globale
Vincitori della gara
A chi è più meridionale.
(E chi parte oggi pe’ turnare craie
chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).
(Muessi warire ure,
muesi warire ja,
muesi wala niripachungo)
(wash ddani ghir lsani ma bqit nawed tani
wash ddani ghir Imor ma bquit nawed sar).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
cheyenne
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sabato 31 maggio 2008
DE GREGORI: per brevità chiamato artista
Per brevità chiamato artista
Tutta una vita da arrampicare
Come una scimmia sulla schiena di qualcuno
Come un uccello sul filo o un ubriaco per le scale
Che quando cade sa cadere e non si fa male
O non lo fa vedere
Doppio come una medaglia se fosse d’oro sarebbe cartone
Il cieco con la voce buona e il muto che ci vede bene
Invitami stasera a cena e arriveremo insieme
Per brevità chiamato artista
Tutta una vita a girare intorno
Come uno stupido o un ballerino
Ultimo illuminista o cattolico di ritorno
Che insegue il mattino alla luce del giorno
E dice pane al pane e al vino
Doppio come l’ innocenza se fosse Abele sarebbe Caino
Antidoto senza veleno e alibi senza assassino
Perdonami se sto lontano e cercami vicino
Per brevità chiamato artista
Come un gatto dentro a un canile
Come un ladro tra i truffatori
Principe da palcoscenico e vittima d’aprile
Che calcola i cani che macina i cuori
E dà la buonanotte ai fiori
Doppio come un doppio gioco se dice oggi intendeva domani
Lo zoppo che cammina dritto e il pittore senza mani
Invitaci stasera a cena basta che mi chiami
cheyenne
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